Caldaia a Condensazione: il Funzionamento Ottimale

Raggiungere con un caldaia a condensazione il funzionamento ottimale vuol dire raggiungere la massima efficienza energetica: cioè il massimo calore con il minor consumo di energia. Si tratta di un obiettivo molto rilevante per quel che riguarda i sistemi di riscaldamento: con il continuo aumento del costo dei carburanti fossili, diventa sempre più necessario trovare delle fonti di riscaldamento efficienti e che comportino il minor consumo possibile.

Va considerato il fatto che la caldaia a condensazione ha un funzionamento diverso e particolare rispetto alle caldaie tradizionali, quindi il suo rendimento è legato non solo alle caratteristiche tecniche, ma a tutta una serie di altri fattori, che possono rivelarsi determinanti.

Caldaia a condensazione funzionamento ottimale

Per comprendere al meglio il principio di efficienza delle caldaie a condensazione bisogna considerare il “punto di rugiada”: si tratta della temperatura a cui,  la pressione dell’aria, o meglio alla quale la pressione costante della miscela aria – vapore diviene satura di vapore acqueo. Ovviamente non si tratta di una temperatura fissa e stabilita per tutte le caldaie, perché diversi fattori influenzano il “punto di rugiada”.

Fra i più importanti possiamo ricordare il tipo di combustibile (metano, pellet, biomasse), la percentuale di anidride carbonica contenuta nei fumi di scarico (che nelle caldaie a condensazione non vengono semplicemente eliminati all’esterno, ma che vengono recuperati per la produzione di calore), quantità dell’aria immessa nel bruciatore (a una maggiore quantità di aria immessa corrisponde una minore quantità di anidride carbonica e quindi un abbassamento del punto di rugiada).

 Considerando quali e quanti sono i fattori coinvolti, si può capire come sia complicato calcolare in modo corretto il “punto di rugiada” di ogni singola caldaia a condensazione. Si può però lavorare basandosi su una dato medio, che prevede il raggiungimento del “punto di rugiada” intorno ai 50-55°. Basandosi su questo dato, bisogna quindi fare in modo che la temperatura di ritorno sia al di sotto del detto “punto di rugiada” per ottenere per la caldaia a condensazione il funzionamento ottimale.

Caldaia a condensazione: con quale impianto utilizzarla?

Il fatto che il funzionamento ottimale di una caldaia a condensazione sia fissato a una temperatura decisamente bassa, influisce anche molto sul tipo di sistema che a questa caldaia viene collegato. Infatti, collegare una moderna caldaia a condensazione a un “vecchio” impianto a termosifoni (in cui il punto di ritorno è normalmente intorno ai 75-80°), comporta un’efficienza decisamente minore e quindi un funzionamento non ottimale della caldaia a vapore (che porta quindi a un minore risparmio energetico).

Invece la caldaia a condensazione mostra il sui lato migliore quando viene collegata a un impianto di riscaldamento a pavimento: in questo caso infatti, la temperatura di ritorno riesce sempre a mantenersi vicina al “punto di rugiada”, facendo in modo che la caldaia abbia un funzionamento ottimale e che quindi si abbia un risparmio energetico anche molto importante (nel migliore dei casi si può arrivare al 40% rispetto a un sistema di riscaldamento basato su una caldaia classica e un impianto di termosifoni).

Abbiamo visto per una caldaia a condensazione il funzionamento ottimale: se vuoi conoscere i modelli disponibili, il loro costo e le loro caratteristiche, contatta i nostri esperti, che sapranno rispondere a tutte le tue domande e suggerirti la soluzione migliore per le tue esigenze di riscaldamento.

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